Recensione: “I ricordi non si lavano” di Aurora Frola

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  • Autore: Aurora Frola
  • Genere: narrativa contemporanea
  • Pagine: 204
  • Editore: Edizioni della Sera
  • Lingua: italiano
  • Prezzo: € 14,00

Trama

Un segreto sepolto, che vuole riemergere. Una ragazza rotta, con un mostro dentro. La voglia di vivere che si agita dentro. Nascosta. Angelica ha venticinque anni quando tenta il suicidio. Fallisce. Perché in fondo lei non vuole morire. È una clinica psichiatrica a raccogliere i suoi pezzi. Un lungo viaggio all’interno di se stessa e dei suoi tormenti. Disturbi di personalità, autolesionismo e dipendenze. Angelica lotterà contro tutto questo per l’ultima volta, svelando il suo passato, attraverso flashback scabrosi e privi di filtro. Una battaglia contro i ricordi, un’analisi attenta sulle lacerazioni di una famiglia disfunzionale, che non l’ha cresciuta, ma distrutta. Sua madre, un’algida manipolatrice, schiava delle apparenze, cerca da sempre di trasformarla in una bambola soprammobile, mentre un orco travestito da zio, si insinua nella sua vita, spacciandosi per un uomo gentile e premuroso. “I ricordi non si lavano” è la storia di un’infanzia che non nutre, ma uccide. È la testimonianza di tutte le ferite invisibili dell’anima, quelle mai guarite, quelle che ad un tratto si riaprono. Emozioni, colate sulle pagine. Parole, come proiettili, dritte allo stomaco di chi legge.

Recensione

“I ricordi non si lavano” non è certamente un romanzo da leggere distrattamente, anzi è un romanzo molto profondo e che porta il lettore a riflettere sul mondo che lo circonda.

Lo stile dell’autrice è semplicemente perfetto per raccontare la storia di Angelica, una ragazza che è stata distrutta e che ormai non sa cosa fare se non distruggersi a sua volta, lo stile è asciutto, spietato, non addolcisce la storia, porta il lettore ad immergersi nei drammi della protagonista, a vedere il mondo con i suoi occhi.

Proprio per portare chi legge a capire il mondo di Angelica la storia è narrata in prima persona, assistiamo direttamente ai deliri di Angelica, al dolore, alla sua disperata ricerca d’affetto, di quelle attenzioni che le sono state negate durante l’infanzia e di quelle attenzioni che non avrebbe mai voluto ricevere.

L’autrice descrive in maniera magistrale una famiglia disfunzionale, con una madre tiranno, mai soddisfatta dalla figlia, e un padre burattino. Capiamo come a volte siano proprio le persone che dovrebbero amarci a prescindere a distruggerci, a mettere le basi per un vita infelice.

Osserviamo però anche la voglia di vivere della protagonista, che dopo aver ormai toccato il fondo (tossicodipendenza, prostituzione, una relazione non sana,…) decide di rialzarsi e mettercela tutta per riprendersi la propria vita, quella vita che forse non è mai riuscita a godersi veramente.

Ed è proprio con questo spirito che entrerà nella clinica, dove conoscerà altre anime distrutte come la sua.

Voto: 5/5

 

 

 

 

 

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